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Igiene & Salute
  
La frutta fa bene... lontana dai pasti
In una dieta sana è fondamentale il consumo di 2/3 porzioni di frutta al giorno, ma spesso viene erroneamente inserita alla fine dei pasti. Cerchiamo di capire perché non è una buona abitudine.
Mangiare la frutta accompagnandola ad altri pasti sostanziosi e ricchi di zuccheri, può portare ad aumentare il livello di zuccheri e a far prendere qualche chilo di troppo se abbinata ad altre abitudini sbagliate. Inoltre, nelle persone già predisposte a meteorismo e gonfiori addominali, mangiare la frutta dopo il pasto può provocare o peggiorare il sintomo; infatti questa fermenta all’interno dello stomaco, formando molta aria e provocando spesso crampi alla pancia. L’aggiunta della frutta alla fine del pasto può aumentare il picco glicemico, provocando a lungo andare disturbi alla salute e nell’immediato sonnolenza.
Un altro dei problemi che provoca l’assunzione della frutta dopo i pasti principali, è la cattiva digestione. Digerire un pranzo o una cena con l’aggiunta di frutta non aiuta di certo a far star meglio lo stomaco e, anzi, predispone l’organismo a bruciori e acidità gastrica; questo perché la frutta ha tempi digestivi diversi ad esempio da una pasta o da una proteina e, come già detto, più permane nello stomaco più porta disturbi.
Diverso è invece il consumo di sola frutta a pasto: se per motivi di tempo o per comodità consumiamo un pranzo di sola frutta non vale quanto detto in precedenza, perché il nostro organismo si trova a dover digerire zuccheri della stessa classe e non lascia il tempo di fermentare a nessun nutriente.
Il consiglio è quindi di mangiare la frutta lontano da pranzo e cena e quindi prediligere il suo consumo a colazione, nella merenda di metà mattina e in quella di metà pomeriggio, così da poter assimilare tutti i suoi benefici senza alcuna controindicazione.

Dott.ssa Elisa Bernardi - Biologa Nutrizionista

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